Mission

Desideriamo creare e distribuire idee, letture, giochi ed informazioni di ausilio a bambini con difficoltà e alle loro famiglie, insegnanti e terapiste. Siamo accomunati dal valore profondo del rispetto della dignità umana e dall’idea che non esista una solo modalità per raggiungere il miglioramento personale.

“I bambini hanno le loro emozioni, il loro disagio, i propri sogni e le proprie paure”. Mariangela

Breve termine

Step 1: creazione del sito web giocaeimpara.org a scopo informativo per genitori ed operatori.

Step 2: costituzione di una associazione senza fine di lucro.

Medio termine

Step 3: creazione di una app di giochi con finalità riabilitativa.

Step 4: sportello online di consulenza per genitori

Lungo termine

Step 5: riabilitazione tramite realtà virtuale.

Negli ultimi trent’anni, chi si è trovato ad operare all’interno del mondo della disabilità ha assistito al cambio di diverse parole d’ordine. Ognuna di esse ha simboleggiato il modo con cui si definivano le persone interessate (handicappate, diversamente abili, persone con disabilità) o il pensiero teorico ed operativo che muoveva le politiche e le azioni a favore delle persone: così se negli anni ’70 la parola d’ordine era “inserimento”, alla fine degli anni ’80 si è passati a “integrazione”. Da pochi anni, in maniera piuttosto esplicita grazie alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità approvata nel 2007, abbiamo assistito ad un nuovo cambio di prospettiva: la nuova parola d’ordine è ora diventata “Inclusione”.

Il nostro lavoro in questo sito consiste nel proporre agli individui in età evolutiva spazi di autonomia, nell’ insegnare a relazionarsi con i coetanei, nello scoprire le proprie capacità e misurarsi con esse, nel forgiare la propria identità poco a poco, intraprendere, cioè, quel percorso di crescita che li porterà all’età adulta. E’ questa la sfida etica a cui è chiamato chi svolge una funzione educativa. Una sfida che può essere affrontata con successo solo a condizione che i genitori, gli operatori delle scuole, gli operatori sanitari e tutti coloro che lavorano a contatto del soggetto in formazione esercitino sinergicamente, ispirandosi a politiche inclusive, che siano adeguatamente formati, che si aggiornino, e che possano soddisfare i propri bisogni informativi ed relazionali anche all’interno di una community virtuale.

E’ indubbio constatare quanto sia difficile crescere oggi, in una società sempre più pluralista e diversa, dispari quasi, in quella che è definita “Società degli Individui”, caratterizzata dalla categoria della “liquidità ”1, dove il lavoro educativo diventa più che mai necessario. Quella che vogliamo proporre è una “pedagogia della cura, di quella competenza educativa in grado di promuovere e sostenere la progettualità dell’uomo, tenendo insieme limite e possibilità, finitezza e temporalità, presente e futuro, tanto necessaria sia per i normodotati che per i disabili. Si viene a definire un rapporto educativo in cui, tenendo conto dei fattori dell’influenza reciproca, vige la dinamica dell’adattamento costante e della ricerca di equilibrio.

Significa riscoprire la centralità della motivazione, delle emozioni, del dare un “senso” all’esperienza dell’esistenza. Significa costruire uno scenario positivo, di fiducia, di recupero della comunicazione, di sostegno all’impegno, alla fatica, di co-working e cooperazione. Questo non può prescindere dal rispetto delle regole, dall’assunzione di responsabilità per soggetti che stanno crescendo, dal compito di trasmissione di oggetti culturali e dalla condivisione delle finalità educative.

 La progettazione per la realizzazione del processo di inclusione, infatti, riguarda tutti noi, perché l’intera comunità sociale è chiamata ad organizzarsi in funzione dei diversi stili di apprendimento, a promuovere le diverse attitudini, a costruire in modo alternativo i luoghi di apprendimento, a favorire e potenziare gli stili cognitivi e ad adottare i materiali e le strategie didattiche in relazione ai bisogni e alla capacità specifiche dei singoli individui. Solo con un approccio pedagogico attivo, aperto e individualizzato diventa possibile che i soggetti in età evolutiva accedano a un successo educativo e formativo completo. Questa è la vera vision e mission del nostro progetto: diventare un contesto di qualità in campo familiare e sociale, consultato e chiamato ad interagire positivamente nella costruzione di una alleanza educativa e pedagogica con i protagonisti del processo evolutivo, dove i ragazzi con disabilità non sono più solo i riceventi passivi in un processo di comunicazione, ma soggetti proattivi capaci di trasmettere un arricchimento cognitivo, relazionale e psicologico.

Siamo convinti che impegnarsi per la dignità e l’autonomia di un soggetto in età evolutiva con una situazione di disabilità significhi lottare per una società migliore, nella quale ogni uomo possa cogliere in sé e negli altri un significato profondo che distingue e accomuna al tempo stesso: il valore persona.

1 Z. Bauman, (1999) La società dell’incertezza, Il Mulino, Bologna