Contrassegno parcheggio auto per disabili

A chi serve: a persone che abbiano capacità di deambulazione sensibilmente ridotta ed ai non vedenti (D.P.R. 503/96).

Cosa è: il contrassegno auto per disabili di tipo europeo (dal 2012 sostituisce il precedente tagliando) è un tagliando rettangolare azzurro chiaro, con il simbolo della sedia a rotelle bianca su fondo blu, che permette alle persone con problemi di deambulazione e ai non vedenti di usufruire di facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli al loro servizio, anche in zone vietate alla generalità dei veicoli. contrassegno di parcheggio per disabili “europeo”, con un formato rettangolare, di colore azzurro chiaro, con il simbolo internazionale dell’accessibilità bianco della sedia a rotelle su fondo blu.

E’ una autorizzazione (un atto amministrativo) che, previo accertamento medico, viene rilasciata dal Comune ove risiede la persona disabile (art.188 del Codice della Strada, CdS, e art. 381 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada).

Il contrassegno è strettamente personale, rimane di proprietà del Comune ed il disabile lo detiene temporaneamente, non essendo vincolato ad uno specifico veicolo ed ha valore su tutto il territorio dell’Unione Europea. Ha una durata di cinque anni (non rileva per la durata che la disabilità sia permanente) e può essere rinnovato. La durata può essere essere anche a tempo determinato nel caso di invalidità temporanea del richiedente.

Il contrassegno “segue” il disabile, non il veicolo: il contrassegno viene utilizzato dal disabile durante gli spostamenti con autoveicolo, anche se condotto da altra persona. Quindi non può essere utilizzato da soggetti diversi dal titolare.

Chi lo emette: il Comune di residenza del disabile.

Come si richiede il contrassegno di parcheggio per disabili: bisogna compilare la domanda (di solito la modulistica è disponibile presso il comune) allegando copia della carta di identità in corso di validità ed il certificato, rilasciato dall’A.S.L. competente per territorio, attestante la ridotta capacità di deambulazione. E’ necessario anche allegare due fotografie formato tessera. In alternativa al certificato dell’A.S.L., è possibile allegare il verbale della Commissione Medico Legale che certifichi lo stato di invalidità e la deambulazione sensibilmente ridotta.

NB: il contrassegno non consente la sosta libera nelle aree a pagamento qualora, nell’area di parcheggio, sia riservato ai disabili almeno un posto ogni 50 stalli di parcheggio (art. 11 e 12 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503).

Autore: Andrea Gandini

Fonti normative:
art. 381 DPR 495/1992
Ministero infrastrutture parere 1567/2016
Ministero infrastrutture parere 2242/2015
Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012
art.188 del Codice della Strada (l’acronimo è CdS)
art. 381 del Regolamento di esecuzione del CdS
art. 11 e 12 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503
Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea 98/376/CE

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La Teoria delle Intelligenze multiple

Ognuno di noi ha un modo diverso di affrontare e risolvere con successo situazioni e problematiche che via via si verificano nel corso della sua esistenza.

Secondo Howard Gardner , ad esempio, l’intelligenza si presenta in forme diverse e non consiste in un’unica capacità logica e razionale: questo pensiero è definito scientificamente come la “La teorie delle intelligenze multiple” e sostiene l’esistenza di diverse forme di intelligenza che convivono all’interno di ogni persona.

Se L’Intelligenza linguistica (cioè la capacità di apprendere e riprodurre il linguaggio) e l’Intelligenza logico-matematica ( che corrisponde alla capacità di analizzare i problemi e le operazioni grazie al pensiero logico e deduttivo) sono sicuramente le più conosciute e le più studiate, esistono anche forme di intelligenza meno note, ma ugualmente efficaci, che spesso sono utilizzate contemporaneamente da ognuno di noi e si completano a vicenda per aiutarci a raggiungere quegli obbiettivi o a risolvere efficacemente quei problemi che incontriamo.

Lo sapevate?

Scopriamole insieme:

Intelligenza musicale ovvero l’abilità di comporre, riconoscere e riprodurre modelli musicali, toni e ritmi (… credo che una come la Callas, ad esempio, ne possedesse un mucchio!)

Intelligenza corporeo-cinestetica: quella degli sportivi e dei danzatori, è l’abilità di utilizzare il proprio corpo per risolvere i problemi attraverso il coordinamento dei suoi movimenti e … mentre scrivo mi viene in mente quanto affascinante sia guardare la leggerezza dei movimenti di una ballerina che volteggia e incanta…

L’ Intelligenza spaziale che consta nel riconoscere e utilizzare lo spazio e le aree a esso correlate, ma finchè non ha preso piede Internet e il mondo virtuale, davvero in pochi capivano a cosa si riferisse.

Poi c’è l’Intelligenza interpersonale che è la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri delle altre persone, è il saper provare empatia e l’ utilizzare un pensiero divergente che permetta di guardare con prospettive nuove problemi vecchi.

Infine abbiamo l’ Intelligenza intrapersonale, l’essere consci dei propri sentimenti e di saperli esprimere senza farsi sopraffare, l’abilità di capire se stessi, individuando le proprie paure e motivazioni. Lo scopo è utilizzare queste informazioni per raggiungere obbiettivi specifici… e per molti di noi qui c’è ancora tanto lavoro da fare!

In sostanza, secondo Gardner lo scopo dell’essere umano è capire come utilizzare al meglio queste intelligenze per raggiungere un maggiore benessere individuale e in situazioni di gruppo, perché tutte le intelligenze sono necessarie per vivere bene la vita e possono essere aumentate attraverso risorse, spunti e suggerimenti che stimolino la creatività e la plasticità cerebrale.

Quale tipo di intelligenza credi che vi rappresenti di più?

Secondo la visione di Rand J. Spiro, psicologo e professore americano, solo la flessibilità cognitiva può portare ad un apprendimento complesso, può aiutarci, cioè, a uscire in modo vincente dalle pieghe della nostra vita attraverso l’abilità di imparare a guardare noi stessi e la nostra realtà da più punti di vista. La metafora che Spiro adotta per descrivere questo processo di analisi è quella del “paesaggio da attraversare più volte in modo diverso”. Un ripercorrere le pieghe e le incrinature della nostra esistenza arrivandoci da posizioni differenti, poiché nell’esperienza della conoscenza, il soggetto che apprende ritorna sullo stesso punto del paesaggio concettuale da angoli diversi, cogliendo suggestioni di volta in volta differenti, come differente è lui nel ripercorrerle. La rivisitazione in momenti diversi, per differenti scopi, e secondo prospettive concettuali disuguali aiuta a far emergere un processo di revisione essenziale perché permette di porre in evidenza aspetti nuovi, salienti, che altrimenti tenderebbero a sfuggire e a restare semplicemente “nascosti” nelle pieghe dell’esistenza. Invece, se ripercorsi e orientati in sequenza, come un origami, danno modo di raggiungere un piccolo capolavoro personale e il mio lavoro mi permette di sperimentarlo costantemente: dove non sia arriva per una via, c’è sicuramente un’altra strada da percorrere che può farci arrivare alla mèta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi presento…

Mi presento! Mi chiamo Mariangela e prima di essere un’illustratrice per l’infanzia, una blogger e una creatrice di ebook, sono una mamma come tante altre. Ho voluto “partecipare” a questo grande progetto, per aiutare i genitori ma soprattutto i bambini che hanno delle difficoltà di apprendimento per svariati motivi, che non starò qui  ad elencare.
Ammiro i genitori che con fatica ogni giorno studiano o applicano nuove strategie, per aiutare i propri figli a migliorare sempre di più la loro vita. Purtroppo la società di oggi “vuole” che le persone siano perfette, e se qualcuno non rispetta questi parametri, viene considerato minore o diverso. Mia figlia è nata con una palato schisi che abbiamo scoperto come una doccia fredda quando ha iniziato a parlare, e da qui una serie di interventi. Adesso che ha otto anni è in costante miglioramento ma ha bisogno di molte più attenzioni rispetto ad altri bambini.
Ho voluto parlare della mia storia perché ci sono, e ci saranno sempre difficoltà da superare ogni giorno, ma l’importante è non arrendersi.
A mio avviso ogni bambino è irripetibile e la “diversità” come la chiamano gli altri, per me è  UNICITA’.
Abbiamo dovuto superare vari step dall’operazione al palato, alla riabilitazione, alla logopedia (che continua ancora oggi) e via dicendo, ma la cosa più difficile è stata scavalcare “l’ignoranza” delle persone.

Non so se anche a voi è capitato!

Come genitore mi reputo responsabile del comportamento di mia figlia e quindi cerco in tutti i modi di insegnargli che la diversità non esiste, e che ognuno di noi merita di essere trattato come tutti gli altri. I bambini hanno le loro emozioni, i loro disagi, i propri sogni, e le proprie paure.

Ai bambini non interessa se al parco,  a scuola o in palestra ci sono bambini di colore, bianchi, magri, grassi non vedenti o con un difetto fisico a loro importa solo divertirsi e fare amicizia. Certo i bambini fanno domande, perché sono curiosi ed attenti osservatori, spetta a noi adulti spiegare la situazione e non giudicare.