La Teoria delle Intelligenze multiple

Ognuno di noi ha un modo diverso di affrontare e risolvere con successo situazioni e problematiche che via via si verificano nel corso della sua esistenza.

Secondo Howard Gardner , ad esempio, l’intelligenza si presenta in forme diverse e non consiste in un’unica capacità logica e razionale: questo pensiero è definito scientificamente come la “La teorie delle intelligenze multiple” e sostiene l’esistenza di diverse forme di intelligenza che convivono all’interno di ogni persona.

Se L’Intelligenza linguistica (cioè la capacità di apprendere e riprodurre il linguaggio) e l’Intelligenza logico-matematica ( che corrisponde alla capacità di analizzare i problemi e le operazioni grazie al pensiero logico e deduttivo) sono sicuramente le più conosciute e le più studiate, esistono anche forme di intelligenza meno note, ma ugualmente efficaci, che spesso sono utilizzate contemporaneamente da ognuno di noi e si completano a vicenda per aiutarci a raggiungere quegli obbiettivi o a risolvere efficacemente quei problemi che incontriamo.

Lo sapevate?

Scopriamole insieme:

Intelligenza musicale ovvero l’abilità di comporre, riconoscere e riprodurre modelli musicali, toni e ritmi (… credo che una come la Callas, ad esempio, ne possedesse un mucchio!)

Intelligenza corporeo-cinestetica: quella degli sportivi e dei danzatori, è l’abilità di utilizzare il proprio corpo per risolvere i problemi attraverso il coordinamento dei suoi movimenti e … mentre scrivo mi viene in mente quanto affascinante sia guardare la leggerezza dei movimenti di una ballerina che volteggia e incanta…

L’ Intelligenza spaziale che consta nel riconoscere e utilizzare lo spazio e le aree a esso correlate, ma finchè non ha preso piede Internet e il mondo virtuale, davvero in pochi capivano a cosa si riferisse.

Poi c’è l’Intelligenza interpersonale che è la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri delle altre persone, è il saper provare empatia e l’ utilizzare un pensiero divergente che permetta di guardare con prospettive nuove problemi vecchi.

Infine abbiamo l’ Intelligenza intrapersonale, l’essere consci dei propri sentimenti e di saperli esprimere senza farsi sopraffare, l’abilità di capire se stessi, individuando le proprie paure e motivazioni. Lo scopo è utilizzare queste informazioni per raggiungere obbiettivi specifici… e per molti di noi qui c’è ancora tanto lavoro da fare!

In sostanza, secondo Gardner lo scopo dell’essere umano è capire come utilizzare al meglio queste intelligenze per raggiungere un maggiore benessere individuale e in situazioni di gruppo, perché tutte le intelligenze sono necessarie per vivere bene la vita e possono essere aumentate attraverso risorse, spunti e suggerimenti che stimolino la creatività e la plasticità cerebrale.

Quale tipo di intelligenza credi che vi rappresenti di più?

Secondo la visione di Rand J. Spiro, psicologo e professore americano, solo la flessibilità cognitiva può portare ad un apprendimento complesso, può aiutarci, cioè, a uscire in modo vincente dalle pieghe della nostra vita attraverso l’abilità di imparare a guardare noi stessi e la nostra realtà da più punti di vista. La metafora che Spiro adotta per descrivere questo processo di analisi è quella del “paesaggio da attraversare più volte in modo diverso”. Un ripercorrere le pieghe e le incrinature della nostra esistenza arrivandoci da posizioni differenti, poiché nell’esperienza della conoscenza, il soggetto che apprende ritorna sullo stesso punto del paesaggio concettuale da angoli diversi, cogliendo suggestioni di volta in volta differenti, come differente è lui nel ripercorrerle. La rivisitazione in momenti diversi, per differenti scopi, e secondo prospettive concettuali disuguali aiuta a far emergere un processo di revisione essenziale perché permette di porre in evidenza aspetti nuovi, salienti, che altrimenti tenderebbero a sfuggire e a restare semplicemente “nascosti” nelle pieghe dell’esistenza. Invece, se ripercorsi e orientati in sequenza, come un origami, danno modo di raggiungere un piccolo capolavoro personale e il mio lavoro mi permette di sperimentarlo costantemente: dove non sia arriva per una via, c’è sicuramente un’altra strada da percorrere che può farci arrivare alla mèta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi presento…

Mi presento! Mi chiamo Mariangela e prima di essere un’illustratrice per l’infanzia, una blogger e una creatrice di ebook, sono una mamma come tante altre. Ho voluto “partecipare” a questo grande progetto, per aiutare i genitori ma soprattutto i bambini che hanno delle difficoltà di apprendimento per svariati motivi, che non starò qui  ad elencare.
Ammiro i genitori che con fatica ogni giorno studiano o applicano nuove strategie, per aiutare i propri figli a migliorare sempre di più la loro vita. Purtroppo la società di oggi “vuole” che le persone siano perfette, e se qualcuno non rispetta questi parametri, viene considerato minore o diverso. Mia figlia è nata con una palato schisi che abbiamo scoperto come una doccia fredda quando ha iniziato a parlare, e da qui una serie di interventi. Adesso che ha otto anni è in costante miglioramento ma ha bisogno di molte più attenzioni rispetto ad altri bambini.
Ho voluto parlare della mia storia perché ci sono, e ci saranno sempre difficoltà da superare ogni giorno, ma l’importante è non arrendersi.
A mio avviso ogni bambino è irripetibile e la “diversità” come la chiamano gli altri, per me è  UNICITA’.
Abbiamo dovuto superare vari step dall’operazione al palato, alla riabilitazione, alla logopedia (che continua ancora oggi) e via dicendo, ma la cosa più difficile è stata scavalcare “l’ignoranza” delle persone.

Non so se anche a voi è capitato!

Come genitore mi reputo responsabile del comportamento di mia figlia e quindi cerco in tutti i modi di insegnargli che la diversità non esiste, e che ognuno di noi merita di essere trattato come tutti gli altri. I bambini hanno le loro emozioni, i loro disagi, i propri sogni, e le proprie paure.

Ai bambini non interessa se al parco,  a scuola o in palestra ci sono bambini di colore, bianchi, magri, grassi non vedenti o con un difetto fisico a loro importa solo divertirsi e fare amicizia. Certo i bambini fanno domande, perché sono curiosi ed attenti osservatori, spetta a noi adulti spiegare la situazione e non giudicare.

Congedo parentale e continuazione per figli disabili

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori lavoratori per prendersi cura del proprio figlio.

Il congedo parentale spetta a madri e/o padri lavoratori dipendenti, oppure a madri lavoratrici autonome.

Tale congedo dura complessivamente 10 mesi, ripartibili tra i genitori. Ciascun genitore può fruire al massimo di 6 mesi di congedo. Però, se il padre fruisce del congedo parentale per almeno tre mesi, al padre sarà permesso usufruire di 7 mesi di astensione facoltativa, portando il teccto massimo a 11 mesi (7 al padre, 4 alla madre).

In caso vi sia un solo genitore, il periodo di congedo spettante è 10 mesi.

Dal 25 giugno 2015 il congedo parentale è frazionabile ad ore, anziché a giorni. Se il genitore, però, sceglie di fruire del congedo a ore il congedo parentale ad ore non sarà utilizzabile se nella stessa giornata sia utilizzato il permesso allattamento o altro permesso legato alla maternità.

Il congedo parentale è pagato al 30% della retribuzione fino al 6° anno di età del bambino. Dal sesto all’ottavo anno del bambino, l’indennità pari al 30% della retribuzione spetta solo nel caso in cui il reddito del genitore sia minore di 2,5 volte l’importo della pensione minima.

In caso di fruizione del congedo parentale viene maturata dal lavoratore l’anzianità di servizio, però non maturano ferie e mensilità aggiuntive.

Dal compimento del 6° (o dell’8° anno di età del figlio, in base alreddito) sino al 12° anno, spetta il congedo parentale non retribuito.

In ogni caso, a livello contributivo, per il congedo parentale spettano i contributi figurativi.

Tutto ciò può essere derogato in meglio dai ccnl.

La richiesta di congedo parentale può essere effettuata direttamente sul sito inps oppure tramite patronato.

Congedo parentale per figlio disabile

Se il bambino è portatore di un handicap grave, il congedo parentale può essere prolungato per un periodo massimo di 3 anni, fino al compimento del 12° anno di età con diritto per tutto il periodo all’indennità economica pari al 30% della retribuzione.

In caso di parto gemellare (fonte INPS, msg. n. 569/ 2001 e circ. n. 8/2003); in tali ipotesi ciascun genitore ha diritto a fruire, per ogni nato, del numero di mesi ordinari di congedo parentale, nei suoi primi 8 anni di vita.

Dottor Andrea Gandini – l’articolo è riproducibile solo gratuitamente, indicando il nominativo dell’autore ed il sito www.giocaeimpara.org

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